101) Habermas critica Popper.
Abbiamo pi volte dato spazio alle diatribe tra i filosofi, che
sono una parte importante della storia della filosofia. Fra le pi
famose polemiche di questa seconda met del secolo vi  quella che
ha visto contrapposti la Scuola di Francoforte (confronta Quaderno
terzo/1) e alcuni epistemologi. In particolare ci pare
interessante il confronto Habermas-Popper. Habermas, filosofo
della scuola di Francoforte, vuole dimostrare che il tentativo di
Popper di arrivare alla politica attraverso la metodologia
scientifica non pu sfuggire ai precisi problemi posti dalla
storia contemporanea.
J. Habermas, Teoria e prassi nella societ tecnologica, traduzione
italiana di C. Donolo, Laterza, Bari, 1969, pagine 118-120 (vedi
manuale pagine 328-332).
Il postulato della cosiddetta avalutativit si basa sulla tesi,
che seguendo Popper, pu essere formulata come dualismo di fatti e
decisioni. [...].
Il dualismo tra dati di fatto e decisioni impone la riduzione
della conoscenza attendibile a quella delle scienze empiriche
rigorose e quindi l'eliminazione delle questioni della vita
pratica dall'orizzonte della scienza in generale. Per il confine
tra conoscere e valutare, purificato positivisticamente, denota
pi un problema che un risultato.
Una volta che il positivismo ha accolto la ragione soltanto nella
sua figura particolarizzata (come una capacit di maneggiare
correttamente regole logico-formali e metodologiche), non pu
proclamare la rilevanza del conoscere per una prassi razionale
altro che con una fede nella ragione. E il problema non consiste
nella scelta tra sapere e credere, bens soltanto nella scelta
tra due tipi di credenza (K. Popper, The Open Society and Its
Enemies, volume secondo, pagina 246). Se la conoscenza scientifica
 priva di ogni riferimento di senso alla prassi e viceversa ogni
contenuto normativo  indipendente da cognizioni relative al
contesto della vita reale - come viene presupposto non
dialetticamente - si deve ammettere il dilemma: non posso
costringere nessuno a basare sempre su argomenti e esperienze i
suoi assunti, e con l'aiuto di tali argomenti e esperienze non
posso dimostrare a nessuno che io stesso devo comportarmi cos,
cio, prima di tutto devo assumere una disposizione
razionalistica (con una decisione) e solo allora argomenti o
esperienze troveranno ascolto; ne consegue che quella disposizione
stessa non pu essere fondata su argomenti e esperienze (ibid.,
pagina 230). Questo atteggiamento razionalistico ha conseguenze
per la prassi nella misura in cui esso determina l'agire morale e
politico dei singoli ed infine della societ nel suo complesso.
Esso ci vincola in primo luogo a un comportamento corretto dal
punto di vista socio-tecnico. Nella vita sociale - come nella
natura - si scoprono uniformit empiriche che possono venir
formulate come leggi scientifiche. Si agisce razionalmente nella
misura in cui si stabiliscono norme e istituzioni sociali sulla
base della conoscenza di queste leggi naturali e si prendono le
misure necessarie secondo le raccomandazioni tecniche che ne
derivano. Appunto la divisione problematica tra leggi naturali e
norme, il dualismo tra dati di fatto e decisioni insieme
all'assunto che la storia pu avere un senso tanto poco quanto lo
ha la natura, appare quindi come il presupposto della efficacia
pratica di un razionalismo accettato con impegno e cio del fatto
che noi con la tecnica sociale realizziamo nella dimensione dei
fatti storici un senso di per s estraneo alla storia in forza di
una decisione e grazie alla nostra conoscenza teorica di leggi
naturali fattuali.
Il tentativo di Popper di difendere il razionalismo della logica
scientifica dalle conseguenze irrazionali della sua fondazione
necessariamente decisionistica, la dichiarazione di fede
razionalistica di Popper in una prassi politica guidata dalla
scienza deriva per dal presupposto problematico, che egli ha in
comune con la ricerca della certezza di Dewey e il pragmatismo
in genere: cio che gli uomini possano dirigere razionalmente il
loro destino quanto pi s'impiegano tecniche sociali. Il problema
 di sapere se un'amministrazione razionale del mondo coincida con
la soluzione delle questioni pratiche poste storicamente.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 354-355.
